Zerocalcare rilancia e torna a occuparsi di attualità

Con Nel nido dei serpenti, edito da BAO Publishing in collaborazione con Momo Edizioni, Zero Calcare torna a fare ciò che gli riesce meglio: trasformare una vicenda complessa, dolorosa e politicamente incandescente in un racconto accessibile, emotivamente potente e profondamente necessario.

Il punto di partenza sono i fatti avvenuti a Budapest nel 2023, quando un gruppo di attivisti antifascisti provenienti da diversi Paesi europei viene accusato di aver aggredito militanti neonazisti ungheresi. Una vicenda che ha avuto vasta eco internazionale e che si intreccia anche con il caso di Ilaria Salis, oggi europarlamentare e tutelata dall’immunità parlamentare. Ma Zero Calcare sceglie consapevolmente di spostare il fuoco del racconto su una figura meno conosciuta e proprio per questo ancora più emblematica: Maja T., militante tedesca di Jena, estradata in Ungheria e oggi condannata a una pena che può arrivare fino a 24 anni di carcere.

È attorno a questa figura che il fumetto costruisce la propria architettura emotiva e politica. Maja non è un’eroina, non è un simbolo astratto: è una persona concreta, fragile e determinata, travolta da un sistema giudiziario che sembra voler fare di lei un monito. Zero Calcare evita ogni semplificazione manichea e riesce a mantenere un equilibrio raro tra racconto individuale e quadro storico più ampio, tra empatia e analisi, tra narrazione e denuncia.

Lo stile è quello inconfondibile dell’autore: una lingua che mescola cultura pop, ironia romanesca, autocritica e digressioni apparentemente leggere, ma che diventano strumenti fondamentali per attraversare i passaggi più cupi del racconto. L’ironia non serve a sdrammatizzare, ma a rendere sopportabile l’orrore, a creare un varco emotivo attraverso cui il lettore può continuare a guardare senza voltarsi dall’altra parte.

Nel nido dei serpenti è un’opera apertamente politica, ma mai propagandistica. Il bersaglio è chiaro: il rigurgito del nazifascismo in Europa, le derive autoritarie, la criminalizzazione dell’antifascismo, l’uso esemplare della repressione come strumento di governo del dissenso. Ma la forza del libro sta proprio nel non trasformare questi temi in slogan. La tensione artistica rimane costante, sostenuta da una struttura narrativa solida e da un disegno che accompagna, senza mai sovrastarlo, il peso delle parole.

Al lavoro di fumettista si affianca poi un progetto parallelo altrettanto significativo: la serie podcast Nel nido dei serpenti, sostenuta da Internazionale. In cinque episodi, Zero Calcare riattraversa le stesse vicende in una forma diversa, forse ancora più incisiva. Qui la dimensione emotiva emerge con forza rinnovata grazie a un eccellente sound design e a una capacità di narrazione audio sorprendente. La voce dell’autore diventa corpo, ritmo, respiro; il racconto si fa più intimo, più diretto, e amplifica il senso di urgenza civile già presente nel fumetto.

Libro e podcast dialogano tra loro senza sovrapporsi, dimostrando come Zero Calcare sappia abitare linguaggi diversi mantenendo intatta la propria coerenza espressiva. Nel nido dei serpenti non è solo un’opera da leggere o ascoltare: è un atto di testimonianza, un tentativo riuscito di tenere insieme memoria, empatia e responsabilità politica in un’Europa che sembra sempre più incline a dimenticare.

Di Maurizio Mancini

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