Una crisi ha minato la fiducia nel vostro partner? Ecco come ricostruirla

Motherboard Vice, la celebre testata di news tecnologiche e di costume si è recentemente occupata di un tema abbastanza caldo e delicato, quello che succede quando in una coppia uno o tutti e due i partner perdono la fiducia reciproca.

Vice ama gli elenchi, le liste, e d’altra parte sappiamo che elenchi e liste, come ha spiegato benissimo Nick Hornby in un suo celebre romanzo, Alta fedeltà, sono l’emblema della modernità. Lo sappiamo e anche noi di ReadMeet ne facciamo buon uso.

Ma in questo caso, data l’importanza del tema, abbiamo pensato di approfondire in modo molto preciso l’argomento, andando oltre i consigli, sicuramente utili ma in un certo senso superficiali, di Vice.

Se siamo assolutamente d’accordo con l’affermazione, sempre contenuta nell’articolo di Vice, che ricostruire la fiducia dopo che viene a mancare non può essere considerato un obbligo, ma la decisione di provarci spetta in pieno e in totale libertà a chi è stato colpito dal “tradimento” del patto, siamo andati a cercare quali studiosi ed esperti si sono occupati di questo argomento e abbiamo scoperto che di studi ne esistono veramente tanti. Fra questi tanti, abbiamo selezionato per voi i tre che riteniamo più interessanti.

Il primo nome che vi proponiamo è quello della coppia formata da John e Julie Gottman, che insieme hanno fondato il Gottman Institute, già presente in molti dei nostri articoli per la fama e l’autorevolezza dell’approccio e delle conclusioni.

I coniugi Gottman premettono che la fiducia non è un qualcosa che esiste a priori, ma si costruisce pian piano, quotidianamente, con piccoli atti.

Nel caso che questa fiducia si rompa, i Gottman propongono il metodo delle tre A, un percorso a tappe da utilizzare nel caso si decida di provare a ricostruire il legame spezzato.

Le tre tappe sono chiamate Espiazione, Sintonia e Attaccamento (in inglese Atonement, Attunement, Attachment). Nella prima fase, di premessa, il partner che ha rotto la fiducia deve assumersi tutta la responsabilità di quello che è successo, senza sconti. Nella seconda ci si deve parlare per ritrovare la connessione che è andata persa (E non è detto che si ritrovi, naturalmente), nella terza si ricostruisce il rapporto. Ma attenzione, sarebbe sbagliatissimo pensare di poter ricostruire sulle stesse basi. Non funzionerà mai, secondo Gottman, e anche secondo noi, che su questo siamo assolutamente in sintonia. Un rapporto può rinascere solo se trova nuove basi e nuovi stimoli. Quello che c’era prima, a un certo punto ha portato contro un muro. Impossibile non prenderne atto.

Il secondo studioso, o meglio, in questo caso studiosa, è Brenè Brown, con un lunghissimo percorso di studi sulla coppia e sulle sue dinamiche. Anche Brown si è occupata di fiducia, ma più che un percorso per ricostruirla in caso di traumi, il suo metodo, denominato BRAVING, l’acronimo delle iniziali delle fasi che lo compongono, è utile per comprendere su quale punto è avvenuta la rottura e, di conseguenza, dove agire.

Per Brown la fiducia deve avere dei confini chiari e definiti, è basata sulla affidabilità, sulla responsabilità, deve rispettare le confidenze che vengono fatte dentro la coppia, deve avere l’integrità, cioè il rispetto dei valori dichiarati, deve permettere al partner di essere vulnerabile, di confidarsi, senza essere giudicato, e deve prevedere la generosità.

Ecco, che dirvi, noi non troviamo parole più belle di queste per definire la fiducia. Basta leggerle, seguire questi consigli, e magari le vostre storie d’amore finiranno, ma finiranno nel rispetto e non nelle macerie di un tradimento di fiducia.

Terzo ed ultimo studioso, anzi, studiosa, anche questa volta, proposta è Esther Perel. Perel, belga, è famosa per il suo approccio abbastanza particolare, visto che non vede nel tradimento un problema ma una opportunità.

Per Perel il tradimento indica una insoddisfazione da parte di uno dei due partner, o anche la voglia di esplorare altri territori, e quindi può avere una funzione positiva, perché rende la relazione dinamica, in un certo senso viva.

Che dire su questa ultima teoria, sicuramente Perel ha le sue ragioni, e siccome le ha, anche questa volta nelle interpretazioni della vita di coppia c’è spazio per tutto e per il contrario di tutto. A voi di scegliere la teoria o l’approccio che più si avvicina al vostro modo di vedere la coppia e la vita.

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