Intanto c’è una profonda conoscenza dei meccanismi editoriali, raccontati e descritti con dovizia di particolari, fin nei meandri. Anche la psicologia della protagonista, e quella degli altri attori, funziona ed è coerente. Più analizzata in profondità quella della protagonista, più costruita in termini di stereotipo quella degli altri, ma senza mai che manchi, nemmeno a loro, la freschezza della vita vera. Tutti agiscono in linea con il loro ruolo, la protagonista secondo profili più emotivi.
La storia non fa una grinza, copre veramente tutte le fasi e le possibilità offerte da un caso editoriale. Ed anche la scelta finale verso il thriller horror, viene annunciata e dichiarata.
La sponda offerta dal racconto in prima persona è sfruttata molto bene per costruire un racconto sospeso fra fiction e autobiografia.
Forse le singole parti del romanzo sono tutte un filino troppo lunghe, e a volte danno l’idea di una staticità. Ma poi la capacità di inventare muove tutto molto bene e sempre la storia si riprende.

