Massimo Carlotto non ha bisogno di presentazioni, il noir oggi, in Italia, porta la sua impronta. Ha creato la figura dell’Alligatore, un investigatore privato dal passato quanto meno travagliato, e anche la sua storia personale ha segnato la cronaca a cavallo del millennio.
Da questa esperienza Carlotto ha trovato la forza e il coraggio necessari per rinnovare profondamente la scrittura del noir. Prima di lui solo Loriano Machiavelli ha saputo inserire la cronaca, compresa quella politica, nei suoi libri. Ma Machiavelli ha scritto gialli, polizieschi, Carlotto ha allargato il campo, costruendo un vero e proprio universo narrativo. Un universo che va oltre l’Alligatore e ha saputo raccontare spaccati socio culturali con una forza e una vividezza impressionanti.
Ma Carlotto, oltre che autore, ha anche un punto di riferimento per la scrittura in Italia. La sua scuola ha aiutato a crescere ed emergere tantissimi altri autori. E in quest’ottica si possono leggere i tanti titoli a 4 mani e alcuni progetti editoriali.
Se il Nord Est è l’ambiente naturale delle storie di Carlotto, il territorio meglio rappresentato, i tentacoli del male e della corruzione si estendono a tutto il paese.
Non si salva mai nessuno, nelle storie di Carlotto, ma non per questo non c’è la speranza di un cambiamento positivo. Come lo stesso scrittore ha tenuto a precisare, l’idea di una possibile redenzione è comunque alla base del suo pensiero e della sua poetica.
Di tutto questo, e di altro ancora, abbiamo parlato nella intervista pubblicata su YouTube.
La trovate a questo link
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Altre ancora sono in arrivo, le pubblicheremo nei prossimi giorni.

