La videointervista della settimana, Olga Campofreda, autrice di “Ragazze perbene”

Olga Campofreda fa parte di quella importante squadra di scrittori prodotta dal mondo degli expatriates, cioè da quegli italiani che, in via definitiva o per un periodo abbastanza lungo, si trasferiscono all’estero.

Lei con l’Italia ha sicuramente mantenuto contatti molto forti, ma della cultura expatriates ha maturato le caratteristiche più evidenti, come la capacità di essere crossover culturalmente e interessi ed esperienze che mettono insieme il massimo della modernità.

Nel caso di Olga Campofreda, per esempio, sappiamo che oltre ad essere scrittrice, è anche ricercatrice in Italian e Cultural Studies e insegnante di scherma per la nazionale inglese under 20.

Ma parliamo di scrittura. E diciamo subito che se Olga Campofreda mostra un percorso di crescita lineare, ad attrarre la nostra attenzione, e quella dei lettori, sono gli ultimi due titoli, quelli che hanno segnato l’approdo a una casa editrice molto interessante e lanciata, NN, con l’ultimo romanzo, “Ragazze perbene”, e con la curatela di una raccolta di scritti di Alba De Cespedes, una delle figure centrali della storia del femminismo internazionale, pubblicata da Mondadori e intitolata “Vorrei trascorrere una domenica da uomo”.

In “Ragazze perbene” Olga Campofreda tratta un’altra figura chiave del mondo expatriates, cioè il momento in cui chi ha vissuto all’estero torna a immergersi nell’ambiente in cui è nato, nel romanzo Caserta.

Ma di Olga Campofreda suggeriamo anche “La confraternità di Elvis”, che con un tono e uno stile più generazionale parla ancora delle dinamiche interne a gruppi di amici.

Con Olga Campofreda, nella videointervista della settimana, ci siamo concentrati soprattutto sulla raccolta di scritti di Alba De Cespedes e sulla sua esperienza di vita e di scrittrice all’estero. “Ragazze perbene” sarà il centro di una “pillola”, il nuovo format in arrivo su YouTube, nel quale focalizziamo l’attenzione su un solo titolo.

ReadMeet ha oggi completato il processo di messa a punto, sia dal punto di vista tecnologico che di obiettivi.

Oggi ReadMeet è l’app che trasforma la passione per i i libri in nuove conoscenze, amicizie, amori.

In ReadMeet i profili, in app, si costruiscono inserendo i libri preferiti (tutti quelli che si vuole) e le foto fisiche ci sono, ma sono nascoste. Decidono gli utenti se e quando vederle.

Chi scarica ReadMeet al momento della costruzione del profilo compie un’altra azione importante: decide di comunicare la ragione per cui è in ReadMeet.

Le scelte possono essere modificate in qualsiasi momento e sono chiaramente visibili in ogni profilo, in modo che tutti possano essere coscienti delle aspettative dell’altro al momento dell’apertura di una conversazione o di una chat privata.

ReadMeet è un progetto costruito su valori importanti come il rispetto reciproco, l’integrazione, l’accoglienza, il superamento delle differenze di genere.

ReadMeet spera di dare il suo contributo a un mondo migliore, di ascolto, pacifista, e nel quale la parola prende il posto della violenza.

Per tutto questo ReadMeet ha una prospettiva da community. All’interno dell’app ci sono canali tematici, e molti altri ne apriremo nel corso di queste settimane, nei quali è possibile dialogare in gruppo. Ci sono poi le chat private per le interazioni one to one, per approfondire la conoscenza o anche semplicemente per avviarla.

L’offerta ReadMeet è completata dall’organizzazione di eventi dal vivo, a Roma, presto a Milano e a seguire nelle principali città italiane, dal canale YouTube e dal canale Spotify, pieni di interviste in forma di podcast audio.

L’app ReadMeet è disponibile su tutti gli store.

Share the Post:

Related Posts