Il colpevole è Davide.
Di cosa stiamo parlando? Ma de “Il giallo d’estate”, il primo, divertente gioco estivo proposto da ReadMeet ai membri della community.
Oggi si è conclusa la prima puntata, ReadMeet ha svelato il nome del colpevole, Davide, appunto, pubblicato la classifica provvisoria con i nomi di chi ha indovinato.
È stato anche messa on line la seconda puntata del gioco, un nuovo enigma da risolvere.
Piccola variazione rispetto a quanto annunciato: la seconda puntata, e sarà così anche per le altre, è stata pubblicata nello stesso canale tematico della prima.
Il gioco prevede l’assegnazione di Gift Card utilizzabili in libreria. Ma se ancora non vi siete iscritti o nessuna paura: potete farlo in qualsiasi momento e c’è ancora tempo per recuperare.
Inoltre nel corso dello svolgimento del gioco, se è il caso, ReadMeet annuncerà altre Gift Card destinate a premiare chi per qualsiasi ragione non è riuscito a essere presente dall’inizio.
Vi ricordiamo che partecipare al gioco è facilissimo e gratuito. Basta scaricare l’app (presente su tutti gli store), creare il proprio profilo, cercare il canale tematico con il gioco e, beh, e indovinare il colpevole e inviare la soluzione.
E se proprio siete ancora indecisi, ecco qui la seconda puntata de “Il giallo d’estate”:
La prima edizione scomparsa
La serata del Club del Libro era dedicata ai volumi più preziosi delle collezioni private dei soci. Ognuno aveva portato il libro a cui era più affezionato, raccontandone la storia.
L’oggetto che attirava maggiormente l’attenzione era una prima edizione de Il nome della rosa, appartenente a Riccardo.
«L’ho cercata per quasi dieci anni» disse con orgoglio. «Quando finalmente l’ho trovata, ho promesso che non l’avrei mai venduta.»
I presenti si alternavano nel prenderla delicatamente tra le mani, indossando guanti di cotone messi a disposizione dalla biblioteca.
Verso le 20 Anna, la bibliotecaria, propose una fotografia di gruppo sulla terrazza.
«Lasciamo tutto qui. Torniamo in un minuto.»
Quando il gruppo rientrò, Riccardo si avvicinò al tavolo e impallidì.
Il suo libro era sparito.
Nella sala erano presenti soltanto cinque persone.
Silvia, insegnante di lettere, stava riordinando alcune sedie.
Tommaso, libraio in pensione, osservava gli scaffali dedicati ai classici.
Giulia, studentessa di storia, controllava alcune notifiche sul cellulare.
Paolo, architetto e grande appassionato di romanzi storici, sorseggiava lentamente un caffè.
Anna guardò tutti con calma.
«Nessuno ha visto entrare estranei?»
Tutti scossero la testa.
«Io sono stato l’ultimo a rientrare dalla terrazza» disse Tommaso. «Quando sono entrato il libro non c’era già più.»
«Secondo me qualcuno sarà passato dal corridoio» osservò Giulia.
Silvia aggiunse: «Io ero vicino alla porta e non ho visto nessuno.»
Paolo rimase in silenzio per qualche istante.
Poi disse con sicurezza:
«È inutile continuare a cercare qui dentro. Se il libro fosse ancora nella sala, ormai l’avremmo già trovato.»
Anna non rispose subito.
Si guardò lentamente intorno.
Sul tavolo non c’era nulla.
Sotto le sedie nemmeno.
Gli scaffali erano stati osservati con attenzione.
Poi il suo sguardo si fermò sul vecchio armadio di legno dove i soci lasciavano borse e giacche.
Era ancora chiuso.
Nessuno lo aveva aperto.
Anna sorrise.
Una sola persona poteva sapere che il libro non era nascosto nella sala.
Domanda: chi ha preso la prima edizione? Quale frase lo tradisce?
Facile no? E allora, che aspettare a scaricare ReadMeet.
ReadMeet ha ormai completato il processo di messa a punto, sia dal punto di vista tecnologico che di obiettivi.
Oggi ReadMeet è l’app che trasforma la passione per i libri in nuove conoscenze, amicizie, amori.
In ReadMeet i profili, in app, si costruiscono inserendo i libri preferiti (tutti quelli che si vuole) e le foto fisiche ci sono, ma sono nascoste. Decidono gli utenti se e quando vederle.
Chi scarica ReadMeet al momento della costruzione del profilo compie un’altra azione importante: decide di comunicare la ragione per cui è in ReadMeet.
Le scelte possono essere modificate in qualsiasi momento e sono chiaramente visibili in ogni profilo, in modo che tutti possano essere coscienti delle aspettative dell’altro al momento dell’apertura di una conversazione o di una chat privata.
ReadMeet è un progetto costruito su valori importanti come il rispetto reciproco, l’integrazione, l’accoglienza, il superamento delle differenze di genere.
ReadMeet spera di dare il suo contributo a un mondo migliore, di ascolto, pacifista, e nel quale la parola prende il posto della violenza.
Per tutto questo ReadMeet ha una prospettiva da community. All’interno dell’app ci sono canali tematici, e molti altri ne apriremo nel corso di queste settimane, nei quali è possibile dialogare in gruppo. Ci sono poi le chat private per le interazioni one to one, per approfondire la conoscenza o anche semplicemente per avviarla.
L’offerta ReadMeet è completata dall’organizzazione di eventi dal vivo, a Roma, presto a Milano e a seguire nelle principali città italiane, dal canale YouTube e dal canale Spotify, pieni di interviste in forma di podcast audio.
L’app ReadMeet è disponibile su tutti gli store.

