Quando abbiamo deciso di suggerirvi una lettura pasquale alla fine siamo rimasti molto indecisi fra Chocolat, di Joanne Harris, dal quale è stato tratto anche un film di grande successo, e Il Maestro e Margherita, di Bulgakov, anch’esso alla base di un film ma decisamente meno celebre e, forse, meno riuscito dell’altro.
Abbiamo scelto Il Maestro e Margherita per una ragione molto semplice: Chocolat è un buon libro, ma il romanzo di Bulgakov è storia della letteratura, un capolavoro semplicemente meraviglioso, e una volta entrati in questo straordinario gioco di specchi, vi divertirete e sarete affascinati dal talento come rare volte è successo.
Ricordiamo la storia, de Il Maestro e Margherita.
Il romanzo è ambientati nella degli anni ’30, e comincia proprio nella capitale russa, con la comparsa di Woland, il Diavolo travestito da professore di magia nera, accompagnato da una scoppiettante comitiva, nella quale spicca il gatto antropomorfo Behemoth.
L’arrivo della comitiva scatena il caos nella società letteraria e soprattutto atea dell’epoca, innescando una serie di eventi, fra i quali spiccano morti grottesche e sparizioni.
Ma Il Maestro e Margherita è un romanzo complesso, che moltiplica i piani narrativi come in un gioco di prestigio. Accanto alle vicende di Woland, c’è quella di uno scrittore finito in manicomio per aver scritto un libro su Ponzio Pilato, il Maestro del titolo, e della sua amante, Margherita, disperata e pronta a tutto per ritrovarlo. Pur di riabbracciare il Maestro, Margherita accetta di trasformarsi in strega e officiare come regina il gran ballo di Satana.
C’è poi ancora un ultimo piano narrativo, ambientato a Gerusalemme, nel quale viene riletta la vicenda di Pilato e Yeshua Ha-Nozri, con importanti riflessioni filosofiche, che mai appesantiscono il romanzo e la lettura, e viene esplorato il tema della viltà e del perdono.
Il finale due mondi si fondono: Woland concede al Maestro e a Margherita la pace eterna mentre Pilato viene finalmente liberato dal suo tormento millenario.
Il Maestro e Margherita è, come detto, un capolavoro assoluto, che può essere letto su più piani, come semplice opera umoristica o con la capacità di godere anche di tutto l’immenso sottotesto filosofico e storico, visto che alla base c’è anche lo stalinismo e il travagliato periodo che l’allora URSS attraversava.
Forse qualche problema può porlo lo stile, un po’ superato per gli anni a causa degli immensi cambiamenti, soprattutto di quelli degli ultimi anni. Ma siamo sicuri che la bellezza della scrittura è in grado di arrivare ai lettori, anche non forti, di tutte le epoche.

