E anche a Bruno Vespa si parla di dating!

Il re è morto, viva il re. Si potrebbe ricorrere a questo vecchio detto per spiegare quello che sta succedendo, oggi, nel mondo del dating e, soprattutto, nelle riflessioni su di esso.

Perché abbiamo scelto di ricorrere proprio a questo detto? Ma è semplice. Perché da mesi, probabilmente da almeno un anno e mezzo, il settore delle app di dating è dato per morto ma poi continua a sopravvivere e a essere utilizzato.

Certo, sopravvivere è la parola corretta, perché non è in salute, questo settore. Ci sono morti e feriti, gravi, a volte. Ma nonostante la crisi continua a generare guadagni e a coinvolgere milioni di persone. Forse non tanti guadagni come anche solo un paio di anni fa, probabilmente non così tante persone, ma crisi è una cosa, decadenza un’altra.

A dimostrazione di quello che stiamo dicendo, il mondo del dating è approdato anche nel salotto di Vespa. Ok, approdato. Approdato per modo di dire. Ma comunque approdato.

Approdato per modo di dire perché che cosa ci si può aspettare da un conduttore utraottantenne nonché ipercattolico? Il vuoto assoluto.

E infatti non c’è stata una vera e propria puntata dedicata al dating, on line o no. Solo che due degli ospiti della serata del 13 novembre hanno tirato in ballo, nelle loro conversazioni, le app di dating. E il conduttore, per quello che ha potuto, ha cercato di seguirli nel ragionamento.

Gli ospiti in questione sono stati Nicola Santini, direttore del rotocalco di gossip Vero e Concita Borrelli, autrice televisiva.

Ebbene è stato proprio Borrelli a portare la discussione sulle app di dating, partendo da una considerazione quanto meno condivisibile, o che perlomeno noi condividiamo molto: che gli italiani sono “un popolo di pipparoli” (citazione precisa), girano girano ma non vanno mai al sodo. Per inciso frase identica a quella pronunciata da una mia “amica” francese a Rimini già nel 1985, perché venuta nella città romagnola con grandi aspettative assisteva a questo movimento continuo di uomini che però non si decidevano ad agire.

Scherzi a parte, e tornando al salotto di Vespa, la frase di Santini è diventata lo spunto per una riflessione sul mondo contemporaneo e sul dating in particolare.

In particolare, oltre al problema descritto in maniera colorita da Santini, si lamentava, da parte di Vespa ovviamente, l’abitudine di molte coppie di ritrovarsi intorno a un tavolo di ristorante e, invece di parlarsi, di passare il tempo chattando sui cellulari.

Santini, dal canto suo, cercava di restare sul tema sollevato, e ha provato a ragionare ancora sulla caratteristica specifica delle app di dating, quello di permettere di restare molto sul versante chat, per continuare sulla sua metafora di “italiani popolo di pipparoli”.

Ok, il programma di Vespa è quello che è, e soprattutto non c’è stata una vera puntata dedicata al dating. Però senza rendersene conto i presenti hanno messo le mani su una delle ragioni principali della disaffezione delle app di dating: troppe parole e pochi fatti. Senza contare, aggiungiamo noi, che alle troppe parole molto spesso si aggiunge il ghosting, cioè l’interlocutore sparisce senza dare spiegazioni, magari anche da una conversazione che, almeno apparentemente, era molto interessante, e il fatto, terribile, che quando si arriva all’incontro dal vivo ecco che le foto pubblicato sono molto lontane dalla realtà.

Ma come si reagisce a questa tendenza alla logorrea? Noi di ReadMeet pensiamo che la risposta sia semplice, e sia esattamente quella che abbiamo dato noi con la nostra app.

Un’app di dating che non sia solo app di dating. Un’app nella quale prima di tutto ci si parla, si approfondisce la conoscenza, e poi, ma solo poi, se ci sono le basi, si prova a passare alla fase, come dire, “pratica”. Ma attraverso un percorso per cui la parte preparatoria non è solo preparatoria, ma anche un modo per creare nuove amicizie.

Naturalmente per ottenere questo è necessario che gli argomenti di conversazioni siano interessanti, profondi. E quale universo offre la possibilità di conversazioni interessanti e profonde se non quello dei libri? Guarda caso, proprio l’ambito nel quale ReadMeet propone il suo progetto di app di dating.

Meditate gente, meditate.

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