Ormai non si contano più gli articoli che abbiamo dedicato, sul nostro blog, a quel fenomeno definito come stanchezza del dating, un fenomeno che ha messo in crisi l’intero settore e ha portato a una fuga di massa dalle app.
Eppure la situazione invece di semplificarsi, sembra complicarsi. Vediamo perché.
Una fuga dalle app di dating avrebbe dovuto avere come effetto un ritorno agli approcci diretti, di persone, fatti in luoghi adatti come discoteche, locali, ma anche magari in situazioni eccezionali, dove una parola non guasta e dopo, una tira l’altra.
E invece i dati dicono che non è esattamente quello che sta succedendo.
La vita reale non è diventata un vaso di Pandora di relazioni nascenti, di approcci, di gioia e felicità. Anzi, tutto lascia pensare che la realtà sia ancora più triste e complicata del mondo delle app.
Una tesi di laurea depositata proprio in questi giorni, Svelare la barriera invisibile: Indagine sull’esistenza e l’impatto dell’ansia da approccio nei comportamenti sociali di dating degli uomini, presso il Dipartimento di Psicologia, Università di Groningen, prova a spiegare che cosa sta succedendo.
La tesi è che il particolare momento socioculturale che stiamo vivendo, con la giusta battaglia delle donne per il riconoscimento dei propri diritti e per ottenere rispetto e comportamenti adeguati in tutte le fasi della vita, ha avuto come risultato quello di spaventare gli uomini e di spingerli ad abbandonare quello che una volta veniva definito abbordaggio diretto.
In altre parole, gli uomini non fanno più avances. E non le fanno per una semplice ragione: hanno paura non tanto di essere rifiutati, cosa che comunque non fa piacere, ma di ritrovarsi al centro di attacchi o di vere e proprie shitstorm per non aver trovato il modo giusto per proporsi.
E questo quando dall’altra parte ci sarebbe una piena disponibilità ad accogliere, anzi, c’è voglia di essere corteggiate. Solo che, come dice, bene, il dating coach Connell Barrett in una dichiarazione al Post, “Le donne non dicono: non venite a parlarci. Dicono non oggettivateci, non molestateci e non mancateci di rispetto”. È un confine sottile, e molti uomini non si fidano della propria capacità di percorrerlo.
Insomma, sembra che le relazioni fra uomini e donne oggi vaghino in un limbo incerto e vengano rimbalzate da una parte all’altra, senza trovare pace.
Fra l’altro, a ribadire la crisi della app di dating, e in un certo senso a trasportare la stessa situazione che abbiamo appena descritto nel mondo virtuale, ci pensano due ricerche effettuate in questi giorni.
La prima, di AppsFlyer, ci dice che il 65% delle app di dating viene cancellato entro un mese, con la maggioranza addirittura entro la prima settimana.
La seconda, di MyIQ su un campione di oltre 2000 donne, dice che il 74% delle utilizzatrici di app di dating ha dichiarato di vivere in una incertezza romantica, una incertezza che le ha portate al disimpegno totale. E questa incertezza, sempre secondo la ricerca, sarebbe da imputarsi al mondo maschile, che tentenna, appare e sparisce, sfugge a qualsiasi tentativo di definizione dello status o delle prospettive di un rapporto.
Con tutto quello che abbiamo detto non c’è da stupirsi se qualcuno prova a trovare soluzioni diverse. Come nel caso di Ayrin, 29enne americana, ovviamente non diamo il cognome.
Un articolo riportato dal Corriere della Sera ci racconta come Ayrin abbia costruito un vero e proprio rapporto amoroso con la propria app di intelligenza artificiale. Un rapporto efficace, almeno dal punto di vista emotivo.
Peccato che anche questa relazione sia saltata in aria quando, con un nuovo aggiornamento, l’IA ha smesso di avere un ruolo attivo, anche critico, e ha cominciato a dare sempre ragione ad Ayrin.

