Anche voi siete stanchi di dover swippare in continuazione e vedere centinaia di profili prima di trovare quello che potrebbe interessarvi, salvo poi scoprire che non era quello che pensavate o, peggio, voi non piacete a quel profilo? Non preoccupatevi, presto tutto questo finirà, e non perché le app di dating scompariranno, ma per merito della IA.
O almeno questa è la convinzione di Justin McLeod, funder e attuale CEO di Hinge, fra l’altro l’unica app di dating che nell’ultimo anno ha registrato una crescita di utenti e fatturato.
McLeod ha rilasciato una lunga intervista a Business Insider, importante testata di news nel settore innovazione. E ha mostrato una visione del dating veramente futuristica.
A suo avviso, presto diventerà obsoleto lo swipe, praticamente quella azione che è stata alla base del dating ma che oggi pochissimi utenti vedono con piacere.
Sempre secondo McLeod l’IA renderà completamente inutile cercare l’anima gemella fra decine, centinaia di profili. Fra 3/5 anni, ma forse anche di meno, gli utenti potranno raccontare il profilo della persona che cercano a una IA, e sarà lei a trovare il profilo corretto, esattamente e precisamente quel profilo lì, la nostra anima gemella.
Vi piace questo futuro? O trovate angosciante la cancellazione della varietà, il brivido del dover cercare in mezzo alla folla, magari una folla un po’ meno vasta di oggi, ma comunque non il modello unico proposto da McLeod.
Ma attenzione, McLeod non è assolutamente a favore di un intervento pervasivo dell’IA nella vita reale delle persone. Infatti non ha risparmiato parole di critica nei riguardi di mister Zuck, del fondatore di Meta.
Secondo mister Zuck l’IA deve intervenire massicciamente nelle nostre interazioni, in ogni passaggio, aiutandoci a migliorare al massimo non solo il nostro profilo social, ma anche le singole interazioni. In altre parole, guidarci anche nelle chat, scrivendo per noi quello che bisogna dire.
Per McLeod questa prospettiva è angosciante e cancella il valore base degli esseri umani ed è molto diversa dalla sua, cioè di una IA che aiuti e non prenda il posto.
Giusta o sbagliata che sia la visione, McLeod intanto può godersi il successo della sua Hinge, un’app che ha effettivamente virato molto in direzione della vita reale, e proprio su questa virata ha costruito numeri vincenti, 31% di utenti in più anno su anno, 50% di fatturato in più.
La virata, continuiamo a chiamarla così, è di facile descrizione: più incontri dal vivo, eventi dal vivo, attenzione alla veridicità dei profili, autenticità degli utenti, riduzione del ghosting.
Ma attenzione, proprio per ottenere questi effetti McLeod ha utilizzato anche lui in modo massiccio l’IA, solo che lo ha fatto, come ha spiegato, per supportare e non per prendere il posto.
Voi ci scuserete, ma dopo la seconda volta che scriviamo questa espressione, ancora non abbiamo chiaro quale sia la differenza fra aiutare e non prendere il posto, applicata alle app di dating. Però l’importante è che l’abbia chiara lui, McLeod. D’altra parte i numeri gli danno ragione, e fin quando ha i numeri dalla sua parte, ha anche ragione.

