Come ogni anno il settore del dating si interroga su quale sarà il futuro in questo particolare ma importante comparto economico. E naturalmente come mai in nessun altro ambito a determinarlo, questo futuro, sarà l’evoluzione e gli stati d’animo delle persone.
Se parliamo in termini strettamente economici, le previsioni per il 2026 sono altrettanto, se non di più, fosche del 2025. Tutti i tentativi di invertire la perdita di utenti e di valore si sono rivelati inutili. Anzi, chi era in perdita, lo è stato ancora di più.
Proprio per questo uno dei tentativi di cambiare il corso degli eventi sono legati a comprendere che cosa gli utenti vogliono, chiedono, e, soprattutto, alle azioni per offrirgli questi servizi.
Fra i più attenti a provare a indovinare le tendenze, naturalmente, c’è Tinder, e non poteva che essere lui, il colosso del dating, a tentare la sintesi.
Secondo Tinder gli utenti nel 2026 avranno le idee chiare su cosa vogliono, chiare come mai prima. E non solo. Sapranno e vorranno anche dichiararle subito e bene, queste idee, un fenomeno che viene definito clear coding e riguarda una ampia percentuale di utenti, oltre il 64% nella fascia di età fra i 18 e i 25 anni.
Un altro aspetto importante sarà dato dalle idee politiche. Confermando che stiamo andando verso un’epoca di grande polarizzazione, anche in questo caso oltre la metà degli utenti non è disponibile ad avere una relazione con una persona di diverse idee politiche. Da notare, su questo tema, che le donne sono più possibiliste rispetto agli uomini, 35% contro 60%.
Per superare, invece, uno degli aspetti problematici del dating, quello che ultimamente più spaventa gli utenti, cioè il problema di come rompere il ghiaccio, probabilmente assisteremo a una esplosione delle chat di gruppo o, quanto meno, a quattro all’interno delle app. Amici che si supportano e aiutano, sciogliendo, insieme, quel ghiaccio terribile che sta assiderando gli utenti, sempre più soli e sempre più incapaci di rapportarsi agli altri.
Ma forse il tema che più di tutti mette d’accordo gli utenti, è quello della sincerità. Tutti gli utenti sono concordi nel ritenere di non voler aver a che fare con persone che si mascherano, che mascherano i loro sentimenti, che costruiscono identità fittizie per raggiungere lo scopo o anche solo per aprire un match.
Proprio per questa ragione stupisce l’ultimo trend individuato da Tinder: la disponibilità a utilizzare e integrare l’IA nel dating. Stupisce perché sembra in contrasto con la richiesta di autenticità. Non esiste niente, è il caso di dirlo, di più artificiale e costruito di una intelligenza artificiale.
Non staremo qui a fare una approfondita analisi psicologica delle ragioni per cui questi trend sono in crescita. Riteniamo che il legame con i temi principali della nostra epoca, dovuti ai postumi del Covid e alla crescita delle tecnologie, sia evidente.
Però ci piace pensare, e affermare, che nell’ottica di questi trend niente rappresenta una risposta migliore di un’app che utilizza i libri come strumento di costruzione dei profili e di match.
I libri, la lettura, sono lo specchio dell’anima. Chi legge sa bene che non è vuota retorica. Sa che niente meglio dei libri permette di aprirsi o di andare in profondità nell’anima di una persona.
E se poi si vogliono superare i problemi del primo approccio, quale argomento è più caldo di un canale nel quale si parla di libri? Sapendo, da quello che dice il profilo, che la persona che sta scrivendo sta anche cercando una nuova relazione, un nuovo amore?
Ringraziamo Tinder per le sue previsioni. Che ReadMeet possa dire la sua nel 2026, è una nostra convinzione. Ma che ce lo dice anche Tinder, è certamente una spinta in più per andare avanti e fare tutto nel miglior modo possibile.

