La crisi di Bumble non accenna a risolversi. Soprattutto tutte le azioni intraprese per venirne a capo si rivelano fallimentari.
L’ultima in ordine di tempo è l’acquisto di Geneva, app per costruire amicizie nata negli Usa e al momento dell’acquisto in grande crescita. L’importo pagato da Bumble è stato di 17 milioni di dollari. Ok, non una grandissima cifra per un colosso come la celebre app di dating, ma pur sempre una bella botta, nel momento in cui si trasforma in perdita.
Oggi, a poco meno di un anno dall’acquisto, Bumble ha fatto sapere che Geneva non ha generato un solo dollaro di entrata e per questa ragione l’app è stata chiusa.
Poco male per gli utenti, sembrerebbe, visto che sono stati trasferiti d’ufficio in BFF (Bumble for friends), l’app creata da Bumble per provare a inserirsi nel sempre più ricco e in crescita settore delle app per costruire amicizie. L’acquisizione di Geneva doveva essere un’altra tappa in questa direzione.
Pur essendo una funzione di Bumble, BFF si muove in modo autonomo. Per usarla gli utenti devono costruire un nuovo profilo, nelle intenzioni di Bumble molto più centrato sull’ottica delle community di interessi. Certo, anche in BFF si aprono match, anche qui ad aprire un match devono essere le donne, anche qui il match si apre dopo like incrociati, ma a differenza dell’app di dating, esistono anche eventi dal vivo e soprattutto la possibilità di aprire chat di gruppo.
Insomma, tutto pensato nell’ottica di andare incontro a quel 47% di persone che ha dichiarato di apprezzare un’app capace di creare solo amicizie e di essere pronta a servirsene.
D’altra parte, come detto, che il settore delle app di amicizia sia in crescita lo dicono i numeri, sia degli utenti che le usano che delle app che forniscono il servizio (Ma entreremo meglio nel merito in un prossimo articolo).
Fatto sta che lo sforzo di Bumble di inserirsi nella partita per ora non sta dando frutti. E a questo punto l’app dovrebbe domandarsi dove nasce il problema, se in una incapacità manageriale di comprendere il nuovo settore e di proporre soluzioni adeguate o nel modello di interazione proposto, cioè nell’iniziativa lasciata alle donne, soprattutto lasciata alle donne anche in BFF.
Staremo a vedere. I prossimi passaggi saranno certamente decisivi. E anche l’investimento che al momento Bumble sta facendo su BFF diventerà una definitiva cartina tornasole per capire quale sarà il futuro dell’app fondata da Whitney Wolf Herd.

