In giro per il web è tutto un fiorire di articoli pieni di suggerimenti su come cominciare un match di dating, come il primo appuntamento, come gestire i vari passaggi, come capire se l’incontro è positivo e come se è tossico, e ancora milioni di altri suggerimenti. Lo ammettiamo, anche noi, nel nostro piccolo partecipiamo alla festa, chiamiamola così, anche se ci sforziamo di mantenere una coerenza di narrazione e un’ironia di fondo, perché sappiamo bene che poi, per quanto uno si possa preparare a tavolino, la vita va come vuole lei e le sorprese sono infinite.
Proprio per queste ragioni oggi vogliamo dedicare un po’ di tempo a mettere in guardia contro alcune idee che sembrano essere molto quotate, a volte anche da esperti di sicuro valore, ma che nella realtà rischiano di mandare all’aria un incontro che invece avrebbe potuto avere sviluppi interessanti.
In altre parole che l’abbiamo con alcuni, come possiamo chiamarli, luoghi comuni del dating, idee che in un modo o nell’altro hanno preso piede e governano le scelte e le azioni di molti utenti delle app ma anche di molte persone nei loro incontri reali.
Il primo e più comune mito è che se un incontro è andato male, o addirittura non è andato benissimo, meglio lasciar perdere, insistere è una perdita di tempo.
Ecco, è una idea assolutamente falsa.
Intendiamoci, è chiaro che un minimo di scintilla ci vuole, se avete detestato la persona incontrata, difficile che le cose cambino. Ma attenzione, difficile, non impossibile. Però ci sono tantissimi incontri che non lasciano nessuna impressione travolgente, sembrano quanto meno amorfi e invece se coltivati potrebbero portare delle sorprese.
Pensate sempre che anche il vostro partner, esattamente come voi, è arrivato all’appuntamento pieno di dubbi, di paure, di preoccupazioni. Insomma, come voi, anche il partner potrebbe non aver dato il meglio di sé nel primo incontro.
Quindi date tempo al tempo, come si diceva una volta. E se l’incontro non è stato proprio negativo concedete e concedetevi una seconda chance. Potreste avere delle sorprese.
Un altra convinzione distruttiva è che per ciascuno di noi esiste una sola persona adatta, la persona perfetta. Ecco, non è così. Qualsiasi relazione può crescere all’infinito. Anzi, diciamo meglio, una relazione funziona perché i due partner ci lavorano sopra, non smettono di lavorarci mai, in nessun momento, finché stanno insieme.
Allora non avvicinatevi a un incontro cercando l’impossibile, partite in modo soft, lento, tranquillo, e cominciate a costruire, passo dopo passo, con pazienza, dedicando attenzione ed energie al partner e alla relazione.
Terzo e ultimo mito da cancellare, e subito, questo, è che gli opposti si attraggono.
Conseguenza di questa idea è che un rapporto litigioso, pieno di scontri, o un incontro in cui sono emerse visioni del mondo opposte può portare a un rapporto particolarmente vivo e scoppiettante. Non è così. Le differenze sono sempre importanti, se due partner si sovrappongono il rischio noia è evidente, ma due caratteri o modi di vedere il mondo opposti non possono portare altro che a conflitti e sofferenza. Un rapporto che ha questa differenza di vedute non dura, almeno non dura nella stragrande maggioranza dei casi.
Noi di ReadMeet, dal canto nostro, siamo particolarmente legati al secondo punto. Cioè alla capacità di costruire una relazione giorno per giorno, momento per momento.
Sarà perché pensiamo che sia questo il segreto della vita, viverla momento per momento, secondo per secondo, costruire il nostro presente e attraverso il presente il futuro, sarà perché in fondo è la storia di ReadMeet, di essere partita da una idea, di aver affrontato decine di passaggi difficilissimi, che avrebbero smontato quasi tutti, per arrivare oggi a vedere il risultato sotto forma di app funzionante e disponibile, fatto sta che ci sentiamo di dire e ribadire proprio questo: dalla tossicità, via di corsa, ma se non c’è tossicità, costruite, costruite, costruite.

