Andiamo con ordine, perché siamo alla terza puntata, anche nel nostro blog, di questa vicenda.
Due settimane fa abbiamo parlato di TEA, l’app che permette alle donne di condividere notizie e informazioni su dating e uomini potenzialmente pericolosi.
Tralasciamo il resto, lo trovate nell’articolo. Passiamo alla seconda puntata, cioè alla settimana scorsa, quando viene riscontrata una fuga di dati estremamente significativa. Migliaia di profili e di informazioni sensibili in giro per il web, sia sui maschi, diciamo così, attenzionati, sia sulle donne che avevano condiviso le informazioni.
E veniamo adesso alla terza puntata.
Pochi giorni fa si è saputo che come risposta a TEA è nata TeaOnHer, una versione maschile di TEA, cioè una app che permette agli uomini di condividere informazioni su donne.
Diciamo subito che è evidente come la pericolosità di una donna è molto più “limitata” rispetto a un uomo, che con la sola forza fisica, può fare molti danni. Per cui quello che gli uomini condividono sono informazioni su donne che sarebbero “facili”, o trasmetterebbero malattie. In altre parole tutte affermazioni per niente verificabili e che potrebbero essere denigrazioni molto più facilmente di quelle condivise su TEA.
TeaOnHer è stata creata da Newille Media Corporation, una azienda di cui al momento si sa molto poco, così come si sa pochissimo del suo fondatore, Xavier Lampkin. Quello che è potenzialmente grave è che questa app è oggi molto scaricata, ed è arrivata al secondo posto di quelle più utilizzate in ambito stile di vita e al 17° fra quelle gratuite.
Perché diciamo che è potenzialmente grave? Perché tutto quello che si sa sull’app sembrerebbe spingere TeaOnHer sul terreno Incel, un movimento per la supremazia maschile sulle donne ormai sempre più tristemente noto per la violenza dei suoi principi e delle azioni non solo raccomandate, ma spesso messe in opera dai suoi membri.
Ciliegina sulla torta, Techcrunch, importantissimo sito di informazione in ambito tecnologico, ha dato notizia di un data leak avvenuto anche ai danni di TeaOnHer.
Secondo Techcrunch esiste una falla di sicurezza, che la testata non ha reso nota per non aiutare malintenzionati a servirsene, che permette di entrare direttamente nell’app saltando tutte le misure di sicurezza. Migliaia di profili e di fotografie sarebbero già state messe in giro nel web, così come di patenti e di documenti utilizzati dagli iscritti per registrarsi.
Al momento Lamkin non ha risposto a nessuno dei quesiti che gli sono stati posti da Techcrunch. E questo nonostante, sempre secondo la testata, nel web si possono trovare credenziali di accesso legate proprio alla figura dell’amministratore. Con queste credenziali sarebbe possibile accedere direttamente al pannello amministratore di TeaOnHer, con tutte le conseguenze che potete immaginare.
Come se non bastasse, sembra che sia effettivamente possibile entrare inTeaOnHer con un profilo visitatore, un profilo che permetterebbe di vedere tutti i contenuti, senza però poterne aggiungerne di nuovi, il tutto in modo sostanzialmente anonimo.
Insomma, una brutta pagina per il mondo del dating, sia pure non direttamente centrata sul dating, ma comunque facente parte delle attività che in qualche modo si possono correlare a questa pratica.