Oggi parliamo di quel tarlo che si chiama “tradimento”, un nome che personalmente troviamo sbagliatissimo, perché parte con un giudizio morale che, almeno a noi, non appartiene. Gli inglesi sono un po’ più sfumati, usano una parola, cheating, che ha molti altri significati. Intendiamoci, anche in italiano “tradire” ha significati diversi, ma tutti con implicazioni morali, al contrario dell’inglese. Decisamente più laici i francesi, che usano soprattutto la parola tromper, ingannare, e possiamo dire che ci sta, se in una coppia si è fatto voto di fedeltà.
Ma lasciando perdere le declinazioni odierne delle relazioni di coppie, vedi i poliamorosi, categoria vecchia come il mondo ma che in poche parole fa solo alla luce del giorno, senza usare parole vecchie come coppia aperta, quello che una volta si faceva di nascosto, di nascosto rispetto al mondo esterno, che non doveva sapere, lasciando perdere queste declinazioni moderne, è vero che la maggior parte delle coppie sono basate sul concetto implicito di fedeltà. Che poi questa fedeltà la maggior parte delle volte sia basata sul senso di possesso e di gelosia, è cosa che qui non ci interessa.
Comunque da molto tempo molti scienziati, intesi in senso lato, cioè di professionisti che analizzano scientificamente anche i fenomeni di psicologia individuale, hanno cercato di mettere ordine nelle ragioni per cui in una coppia a un certo punto uno dei due partner, o tutti e due, cominciano a frequentare sessualmente altre persone.
Sono state condotte molte ricerche su questo tema, e possiamo dire che quasi tutte concordano su alcuni punti essenziali, ovvi, diremmo.
Il primo è naturalmente quello della insoddisfazione per come sta andando la relazione. Possono essere insoddisfazioni personali, quindi nascoste al partner, o possono essere insoddisfazioni palesi, note a tutti e due i membri della coppia.
In questo caso, spesso, si può provare a rivitalizzare il rapporto, sottraendolo alla routine, il nemico peggiore, facendo delle belle iniezioni di allegria e usando molto la fantasia. Si sa, una nuova relazione, per quanto effimera nelle intenzioni, è comunque una bella botta di adrenalina. Difficile riportare la stessa adrenalina in un rapporto scavato dal tempo, ma non impossibile.
Naturalmente se la noia la prova solo uno dei due partner, la situazione si complica.
La seconda ragione alla base dei “tradimenti” è una bassa considerazione di sé stesso da parte di chi lo compie. In questo caso non c’entra lo stato della relazione, si tradisce per trovare conferma del proprio valore.
Inutile dire che questo tipo di motivazione è molto presente soprattutto nella parte maschile della coppia e prende spesso la forma di una relazione con un partner molto più giovane (oltre alle ragioni legate, come potete immaginare, puramente al lato fisico).
A spinger verso il “tradimento” ci sono poi alcune ragioni complesse appartenenti alla sfera della psicologia individuale. Per esempio le personalità narcisistiche tendono ovviamente a darsi da fare più delle altre. Inoltre, pare, anche la genetica potrebbe avere un ruolo nello spingere al “tradimento”.
Poi c’è il complicato terreno delle differenze fra uomo e donna. Qui ci vogliamo soffermare in particolare su un dato: l’uomo spesso “tradisce” senza rendersi conto bene di quello che sta facendo, e può farlo perché ha, di solito, la capacità di tenere ben distinta la sfera sessuale con quella affettiva. In altre parole, non pensa alle conseguenze, non le vede, si ferma al qui e ora.
Le donne al contrario sanno benissimo quello che stanno facendo. Quando “tradiscono”, lo fanno sapendo bene quello che stanno facendo e sanno benissimo che conseguenze potrebbe avere il loro atto. Anzi, si può perfino dire che le donne, di solito, “tradiscono” per certificare la fine di un rapporto.
Ah, sì, vogliamo ricordare, fra gli scienziati, l’opinione sul “tradimento” da parte di Esther Perel, terapista sessuale con 45 anni di esperienza.
Ebbene Perel sostiene che la decisione, l’atto di “tradire” ha a che fare con un senso di morte che si prova dentro di fronte a un rapporto con il quale si è ormai disconnessi.
“Tradire”, spiega sempre Perel, è una specie di scelta di vita, un modo per combattere questo senso di morte che ha preso il sopravvento su qualsiasi altra sensazione.